maggio 22, 2018 10:00 am

Il contrario del problem solving il problem creating

I collaboratori che creano problemi esistono eccome… impara a riconoscerli e a gestirli.

problem-solving-problem-creating

Durante uno dei miei corsi un imprenditore si alza e condivide la sua esperienza:

“Quando arrivo in azienda dopo un certo orario entro dalla porta secondaria e non dall’ingresso principale perché quando entro dall’ingresso principale vedo xxxx e questo mi rovina la giornata”.

Alcuni potrebbero pensare questa sia un’eccezione molto rara, purtroppo nella mia esperienza di educatore ho incontrato molte volte imprenditori che si sono imbattuti in quelli che noi chiamiamo DECOLLABORATORI.

Ovvero persone che DECOLLABORANO.

Persone che remano contro la propria azienda.

A questo punto una domanda potrebbe nascere spontanea: PERCHÈ LO FANNO?

Questa domanda è poco utile all’imprenditore che è chiamato a risolvere le situazioni che creano queste persone in azienda.

In questo caso il problema non è perché lo fanno, ma come facciamo a farli smettere!!!

Sì perché queste persone tolgono all’imprenditore la voglia di fare impresa.

Sono un virus pericolosissimo per le attività imprenditoriali.

Che fare?

  • fase 1: riconoscerli
  • fase 2: sapere come gestirli
  • fase 3: installare l’antivirus

 

Fase 1

È utile tracciare l’identikit di queste persone 😊, per poterle riconoscere e gestire al meglio.

È molto probabile che siano altamente produttivi, e sì perché tenere in azienda una persona che produce poco e rema anche contro? Si hai letto bene, il decollaboratore rema contro l’azienda, sparla, cerca di trovare alleati contro l’imprenditore!!!

Quindi uno non produttivo verrebbe subito escluso dall’azienda, ma uno bravo no, si instaura una relazione nella quale l’imprenditore si sente ricattato, e si se lo esclude perde un elemento molto produttivo. Peccato che mentre il soggetto in questione è molto produttivo tutto il resto dell’azienda risente di un calo di produttività a causa sua.

Primo elemento di riconoscimento del decollaboratore: è produttivo.

Secondo elemento: le persone vicino a lui non crescono. sono bloccate. Queste persone sono dei veri  e propri vampiri di energia. E come scrivevo prima loro sono produttivi non le persone vicino a loro.

Terzo elemento: non si mettono in discussione. Sanno tutto loro. Per queste persone l’educazione, la formazione ed in alcuni casi anche la consulenza stessa sono tempo e soldi persi …

Quindi il nostro de collaboratore sa tutto lui, infatti è già molto produttivo, e le persone vicino a lui non crescono.

 

Fase 2

Qual è lo stile migliore per gestire queste persone?

Bisogna essere molto precisi e ligi alle regole.

Lo stile che più si addice a queste persone è quello disciplinare.

Ogni volta che fanno qualcosa che non va bene bisogna farlo notare loro.

Se del caso anche attraverso richiami disciplinari formali.

 

Fase 3

Continuare ad inserire persone di alto livello.

Sarà il team ad escludere il decollaboratore che si troverà isolato a combattere contro i mulini al vento

 

Nella tua organizzazione esistono i decollaboratori?

Li stai gestendo al meglio?

Hai attivato l’antivirus?

 

Ah, dimenticavo, a volte cambiano, perché cambia l’atteggiamento dell’imprenditore. Oggi l’imprenditore di cui accennavo prima entra sempre dalla porta principale perché la persona che prima decollaborava oggi è una delle risorse chiave dell’azienda!!!

 

PDI

Paolo Torregrossa

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Questo articolo è stato scritto da Paolo Torregrossa

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