giugno 1, 2018 9:59 am

Il potere della complementarietà

Che cos’è e perché puoi ritrovarla anche nel tuo ambiente di lavoro.

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Hai mai pensato alla bellezza della parola complementare?

La Treccani alla voce complementare scrive: “Che serve di complemento, cioè di completamento, di integrazione” e più oltre recita “Con valore reciproco, di cose che si completano a vicenda

In natura, come in filosofia e nell’arte, la forma perfetta per eccellenza è probabilmente il cerchio. Il cerchio richiama proprio il concetto di completezza ed integrità. La circolarità ci offre il senso di qualcosa che non ha un inizio e non ha una fine ma si contempla nella sua unicità.

Noi passiamo la nostra intera esistenza alla ricerca di questo bello assoluto da portare all’interno della nostra vita, alla ricerca di questa pienezza che non ha inizio e non ha fine. Quando stai bene e ti senti pienamente soddisfatto della tua vita, infatti, dici di sentirti “completo”, quando sei in piena armonia ed in linea con i tuoi valori ti senti “integro”.

Sei un “Uno”, nella sua pienezza, nella sua completezza, nella sua interezza e non hai bisogno di altro per stare bene ed in equilibrio.

È questa naturale ricerca di bello assoluto, di perfezione, di “portato a compimento” che ti fa ad esempio innamorare di un’altra persona. Nell’altra persona infatti tu cerchi qualcuno che ti completi. Tanto è vero che discorsivamente parliamo del nostro partner come della nostra “dolce metà”. Ciò significa che senza l’altra persona tu saresti solo una metà di un tutto, ovvero saresti incompleto, una metà del cerchio.

Se è vero che l’altra persona ti completa, va da sé che l’altra persona deve avere tutto quello che non hai tu, deve essere tutto quello che non sei tu. Perché se fosse uguale a te, allora non sarebbe quella metà che ti completa ma sarebbe un’altra metà come te in cerca dell’incastro giusto per sentirsi un unico. Si insomma vi sentireste incompleti insieme 😉

Forse ti starai chiedendo cosa c’entra tutto ciò con l’azienda.

La verità è che anche le persone che lavorano con te possono rappresentare, in campo professionale, la tua metà, quella metà che a te manca, quella metà che ti farebbe sentire compiuto.

È chiaro che perché l’altra persona possa rappresentare il tuo completamento, su tante cose la sentirai come il tuo esatto opposto.

Questo inizialmente te la farà apparire “lontana da te”. Questo ti farà pensare che possa essere impossibile collaborare con una persona che abbia visione e punti di vista così diversi dai tuoi. Impossibile pensare ad un punto di incontro.

Questo solo perché stai penando alle diversità come ad un ostacolo e non come ad un arricchimento reciproco.

Questo perché stai pensando che per costruire qualcosa insieme hai bisogno di avere la stessa prospettiva, stesse idee e punti di vista e competenze comuni. E dimentichi invece che se la vedete sempre nello stesso modo e sapete fare le medesime cose uno di Voi due è totalmente inutile 😉

Che bella la complementarietà!

Che bello avere in azienda persone che possano completarti per cultura, per conoscenze, per esperienze, per approccio alla realtà, per attitudini, per talenti.

Cerca dunque persone diverse da te, che abbiano competenze complementari alle tue.

Attenzione però, qualcosa in comune devi averla con l’altra persona, altrimenti non esiste una base su cui costruire la complementarietà.

È quindi fondamentale poter condividere due elementi importanti:

  • Un progetto
  • Dei valori

Riconosci le diversità delle persone nella tua azienda, valorizzale come elemento di arricchimento alle tue peculiarità. Un uno è meglio di una metà.

Sabina Morreale

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Questo articolo è stato scritto da Sabina Morreale

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