giugno 22, 2018 10:00 am

Non verrà nessuno a salvarti. Il senso di responsabilità di sé stessi.

Il primo che deve prendersi la responsabilità delle tue azioni e delle emozioni, sei tu.

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Dove è attaccata la mano che ti aiuterà nei momenti più bui?

È attaccata alla fine delle tue braccia.

Con questa breve sentenza si potrebbe concludere questo articolo sull’importanza della responsabilità personale rispetto al tuo benessere.

Ma sarebbe troppo facile risolvere la mia responsabilità di articolista in un articolo di due righe. Mancherebbe epica, pathos e intrattenimento.

Proprio per questo può essere opportuno arricchire il tema della responsabilità personale con altre riflessioni, sempre legate a chi ha il compito di doverti togliere dai guai: te stesso.

È vero, potresti pensare che non sia tuo compito aiutare te stesso. Anche perché aiutare noi stessi non è proprio la cosa che ci piace di più fare, anzi.

Aiutarci da soli lo facciamo con malavoglia, perché se lo facciamo da soli, vuol dire anche che non abbiamo avuto nessuno a darci una mano, e se non abbiamo avuto nessuno a darci una mano, può significare che non abbiamo nessuno che ci ami.

E questo, per il bambino che è dentro di noi, può essere un fatto troppo difficile da sopportare.

Così preferiamo non trovarci mai a doverci aiutare da soli, perché il pensiero correrebbe velocemente a un mix di emozioni potenzialmente troppo forte. E restiamo in attesa di qualcuno.

Sia chiaro, non dico che tutti noi, tutte le volte che ci troviamo a aiutarci da soli, si viva questo mix di emozioni che parte dall’abbandono passa alla delusione e termina con il senso di colpa, anzi: tuttavia, per alcuni di noi, alcuni più di altri, possono vivere la condizione del doversi aiutare da soli con una certa sensazione di tristezza e farlo contro voglia.

Eppure.

Eppure, le uniche mani che possono aiutarti continuano a essere lì, attaccate alle tue braccia.

Ma cosa intendo, esattamente, con questa frase? Che non puoi chiedere aiuto a nessuno? Che non puoi nemmeno sperare nel più piccolo aiuto dalle persone che ami?

No.

Intendo una cosa molto più sottile: che nessuno è nato per proteggerti. Nessuno è proprio programmato per farlo. Giusto i nostri genitori, finché siamo piccoli, hanno questo oneroso compito. Poi è tutto un dover pensare a sé stessi.

E siccome nessuno è nato per proteggerti, che ne dicano i romanzi rosa e di avventura, solo tu hai il compito, il dovere e l’onore di farlo.

Ma avere le uniche mani che ti aiuteranno, attaccate alla fine delle tue braccia, significa anche altre cose, più o meno, utili:

  • significa che quando avrai bisogno di aiuto, la potrai alzare per chiederlo;
  • significa che quando avrai bisogno di un abbraccio, ti potrai scaldare con esse;
  • significa che quando non saprai una cosa, potrai prendere il telefono e chiedere a chi di dovere;
  • significa che, se la responsabilità di aiutarti è tua, nessuno può dirti cosa è giusto o sbagliato fare per te;
  • significa che la libertà è solo a un passo dalle tue azioni;
  • significa che se permetti a te stesso di aiutarti da solo, permetti anche agli altri di farlo.

Capire che nessuno verrà a salvarti – a meno che non siano vigili del fuoco – significa, in breve, che il primo che deve prendersi la responsabilità delle tue azioni e delle emozioni, sei tu. Non il collega egoista, non la segretaria distratta, nemmeno l’AD della tua azienda.

TU.

E nemmeno le persone che ti amano o che semplicemente ti circondano potranno farlo. Loro potranno accompagnarti nel tuo viaggio, sostenerti, supportarti, ma mai fare il tuo lavoro per te.

Non potranno imparare a gestire l’ansia per te.

Non potranno imparare a vendere ai clienti per te.

Non potranno nemmeno imparare a farti sentire meritevole d’amore al posto tuo.

Sono tutte cose che devi imparare a fare tu. In autonomia.

E anche quando avrai bisogno di aiuto da qualcun altro, e quel qualcun altro potrà effettivamente dartelo, qualunque mano ti verrà tesa per rialzarti, non potrà che essere afferrata che con la tua, di mano.

Quindi si, guarda le mani attaccate alle tue braccia e convinciti che tutto parte da loro.

Anche nei momenti più bui.

Soprattutto nei momenti più bui.

Antonio Amatulli

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Questo articolo è stato scritto da Antonio Amatulli

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